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La solidarietà “è la determinazione ferma e perseverante di impegnarsi per il bene comune: ossia
per il bene di tutti e di ciascuno, perchè tutti siamo veramente responsabili di tutti”.
Giovanni Paolo II - Sollicitudo Rei Socialis |
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VOLONTARIATO INTERNAZIONALE


La creatività innata di Vittorino Chizzolini, che spaziava in tutti i campi dell’educazione, non mancò di essere attenta anche ai problemi della cooperazione internazionale. A lui si deve l’inizio dell’attività al servizio dei popoli emergenti e l’idea di dar vita a progetti di solidarietà e cooperazione allo sviluppo dei popoli da parte della Fondazione “Giuseppe Tovini”.
Le prime iniziative in favore dei Paesi in Via di Sviluppo nascono nel 1961, sostenute dal 1967 dall’istituzione del “Seminario Pedagogico di cooperazione Internazionale” promosso d’intesa con la Facoltà di Magistero dell’ Università Cattolica, sede di Brescia, con la funzione specifica di approfondire studi e ricerche, a livello universitario, sulle possibile forme di cooperazione e scambio culturale con realtà sociali di popoli del sud del mondo.
Dopo l’approvazione della legge sul servizio di volontariato civile internazionale (n. 1033 del novembre 1966), nel giugno 1968 si hanno le prime partenze di insegnanti per Mogadiscio (Somalia) e, sul piano della ricerca, si stabiliscono contatti con Istituzioni Internazionali che si occupano di problematiche della cooperazione con i Paesi in Via di Sviluppo.
Nel 1972 il Ministero degli Affari Esteri (MAE) riconosce l’idoneità della Fondazione alla promozione di programmi, alla selezione, formazione e impiego dei volontari in servizio civile e per le attività di informazione. Il riconoscimento viene confermato nel 1988 con l’aggiunta dell’idoneità a svolgere attività di educazione allo sviluppo.
La Fondazione è dal 1973 associata alla Federazione degli Organismi Cristiani di Servizio Internazionale Volontario (F.O.C.S.I.V.). Nel 1985 la Fondazione è riconosciuta idonea alle attività di cooperazione dalla Commissione delle Comunità Europea (CE).
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Nei progetti di cooperazione la Fondazione “Giuseppe Tovini” propone:
- un servizio educativo che ha come scopo lo sviluppo integrale della persona attraverso la presa di coscienza dei suoi inalienabili diritti e dei corrispondenti doveri;
- l’inserimento in un progetto di cooperazione concordato con le popolazioni locali, con il Ministero
degli Affari Esteri italiano o con la CE e con le Autorità civili locali;
- un’esperienza di vita comunitaria con altri volontari e l’inserimento rispettoso nell’ambiente in cui si presta servizio per favorirne un più pieno sviluppo umano;
- lo sforzo di condivisione della realtà, comprendente una presa di coscienza dell’ambiente, la
conoscenza dei problemi, il rispetto radicale dei valori sociali e culturali delle varie popolazioni;
- una multiforme formazione sia di base che specifica per ogni singolo progetto;
- un’integrazione di tutte le necessarie competenze per la soluzione dei problemi durante il servizio.
L’invito a prendere in considerazione la proposta di un servizio di volontariato è rivolto a tutti, sia ai giovani che agli adulti. La Fondazione, proprio per la sua natura, richiede esperienza o disponibilità nei settori dell’educazione e della formazione tecnica e professionale. Tramite corsi e stages formativi, offre un contributo alla preparazione generale e a quella più strettamente professionale legata all’inserimento nei singoli progetti.
Quanti si rivolgono alla Fondazione, al termine di un corso di formazione e dopo un’adeguata valutazione dell’idoneità, con la stipulazione di un contratto, divengono volontari o cooperanti effettivi e godono dei benefici previsti dalla legge vigente e in particolare:
- un trattamento economico durante il servizio, adeguato alle condizioni medie di vita del paese ospitante, tenendo conto dello spirito e delle finalità del volontariato;
- le assicurazioni malattia e infortuni e il versamento dei contributi di previdenza sociale per coloro che non possono fruire del collocamento in aspettativa;
- il godimento di ferie retribuite;
- l’indennità di reinserimento a fine servizio;
- il collocamento in aspettativa per i dipendenti di amministrazioni statali o enti pubblici, ai quali il periodo trascorso va computato per intero ai fini della progressione di carriera, della attribuzione degli aumenti periodici di stipendio e del trattamento di quiescenza e di previdenza. Tale diritto è concesso anche al coniuge del volontario;
- il riconoscimento del servizio prestato nei paesi in via di sviluppo. La Fondazione è anche abilitata a selezionare giovani (ragazzi e ragazze) dai 18 ai 28 anni di età che intendano vivere l’esperienza del Servizio Civile Nazionale o Internazionale ai sensi
della legge 61/2001.
Dispone pertanto di un operatore locale di progetto (OLP) a cui ci si può rivolgere.
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